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Evoluzione o rivoluzione – la nuova norma EURO 7

Pubblicato: 21 marzo 2023

Misurazione dei gas di scarico allo scarico di un’autovettura in officina

Negli ultimi tempi l’industria automobilistica ha dovuto affrontare una serie di ostacoli che hanno pesato sulle sue attività. La pandemia di coronavirus e la guerra in Ucraina hanno colpito duramente i costruttori di automobili e i loro fornitori. Un ulteriore fattore che impone cambiamenti drastici, soprattutto nei sistemi di post-trattamento dei gas di scarico, sono i requisiti sempre più stringenti dell’Unione Europea, che punta alla completa neutralità climatica entro il 2050. Questo costringe i produttori di veicoli e componenti a ridurre continuamente le emissioni di gas di scarico e di particolato: una conseguenza diretta dell’introduzione della norma Euro 7.

Secondo la proposta presentata dalla Commissione Europea, la nuova norma sulle emissioni Euro 7 potrebbe entrare in vigore dal 1° luglio 2025 per auto e furgoni e dal 1° luglio 2027 per camion e autobus. Non è però certo che queste scadenze saranno rispettate, perché la nuova normativa non è ancora stata approvata.

Le ultime linee guida prevedono

  • Riduzione delle emissioni di ossidi di azoto del 35% per le auto (indipendentemente dal tipo di motore) e del 56% per camion e autobus rispetto alla norma Euro 6.
  • Riduzione delle emissioni di particolato del 13% per auto e furgoni e del 39% per camion e autobus.
  • Monitoraggio obbligatorio delle emissioni di scarico per 10 anni o 200.000 km.

La vera novità della nuova norma è la regolamentazione delle emissioni di particolato di pneumatici e pastiglie dei freni (fino a 7 mg/km, in seguito anche fino a 3 mg/km).

La nuova norma modifica anche i requisiti per il monitoraggio delle emissioni di scarico. Le modifiche riguardano inoltre le batterie, che dovranno essere più durevoli ed efficienti.

Tutti questi punti portano a una conclusione: nel prossimo futuro dobbiamo aspettarci un ulteriore aumento dei prezzi delle auto e possibili problemi di efficienza produttiva, se la nuova norma richiederà soluzioni tecniche specifiche e l’uso di materiali rari per la produzione, tra l’altro, dei filtri antiparticolato DPF/FAP.

Come influirà l’Euro 7 sul settore del post-trattamento? Riuscirà a soddisfare requisiti più severi?

Senza dubbio, le ulteriori restrizioni sulle emissioni di CO2, NOx e PM (particelle fini sospese nell’aria) rappresentano nuove sfide per i produttori di sistemi di post-trattamento e per le stesse case automobilistiche. Ciò comporterà probabilmente lo sviluppo di tecnologie migliori e l’uso di nuovi componenti, con un aumento dei costi di produzione e, in ultima analisi, dei prezzi per i consumatori finali.

Qual è oggi il metodo più efficace per rigenerare DPF e catalizzatori?

Attualmente il metodo più efficace per rigenerare i DPF è quello idrodinamico, eseguito dopo lo smontaggio del filtro in una macchina specializzata che, con getti d’acqua con detergente e aria ad alta pressione, rimuove fuliggine, cenere, metalli pesanti, ossidi di cerio e altri prodotti della combustione incompleta depositati nei canali del monolite. Dopo la rigenerazione il filtro viene accuratamente asciugato. Al termine del processo il filtro recupera in sicurezza le sue caratteristiche di fabbrica, come confermato dalla misura della contropressione prima e dopo la pulizia. La migliore protezione del filtro e una guida senza guasti si ottengono con la rigenerazione preventiva del DPF, a intervalli che dipendono dai chilometri percorsi e dal tipo di veicolo.

Oltre a ottimi risultati di pulizia, il lavaggio ad acqua ha un altro vantaggio molto importante: è economico e rispettoso dell’ambiente, perché permette di riutilizzare il monolite rigenerato e riduce la produzione di nuovi componenti.

Le modifiche dell’Euro 7 cambieranno la tecnologia di pulizia dei DPF e dei catalizzatori SCR?

Se la norma Euro 7 influirà sulla tecnologia delle macchine per la rigenerazione di DPF e catalizzatori dipende soprattutto dalle case automobilistiche e dall’evoluzione dei componenti montati sui nuovi veicoli. Solo quando sarà possibile testare la nuova generazione di filtri si potrà stabilire se gli attuali metodi di pulizia dei sistemi di post-trattamento saranno all’altezza. In qualità di leader di mercato nelle macchine per la rigenerazione dei DPF riteniamo probabile che le nostre attrezzature dovranno evolversi per adattarsi a sistemi di post-trattamento ancora più sofisticati.

Il nostro team è composto da specialisti competenti e ambiziosi che lavorano per migliorare continuamente le macchine che produciamo: l’adattamento della tecnologia ai filtri Euro 7 è solo una questione di tempo. Potrebbe anche non essere necessario modificare il progetto delle macchine. Non vediamo l’ora di testare i nuovi sistemi di filtrazione.